Cecilia Mangini, sessant’anni di fotografia militante. «Oggi? Tornerei a occuparmi di Taranto»

(Questo articolo è stato pubblicato con un altro titolo su nuovo Quotidiano di Puglia, giugno 2016)

Al Cineporto di Lecce una mostra per raccontare il percorso ostinato e intemperante della donna che volle mettersi dietro l’obiettivo nel secondo Dopoguerra.

Cecilia Mangini, sessant’anni di fotografia militante. «Oggi? Tornerei a occuparmi di Taranto»

Una foto la ritrae a proprio agio, una sigaretta in mano e le sopracciglia arcuate. Alcuni decenni dopo, quella foto che chiude il catalogo di “Cecilia Mangini. Visioni e passioni” non sembra tanto sbiadita nel qui e ora della delicata signora che ci ritroviamo davanti. Ieri sera al Cineporto di Lecce lei in persona, insieme al curatore Paolo Pisanelli, ha raccontato il percorso ostinato, intemperante – in una parola, “militante” – della donna che volle mettersi dietro l’obiettivo, e poi dietro macchina da presa, nel secondo Dopoguerra. Continua

Salento, l’estate dei Festival. Visioni e narrazioni di un territorio connesso con il fuori

(Questo articolo è stato pubblicato con un altro titolo su Salento Review, giugno 2016)

A Specchia, Lecce, il Festival del cinema del reale. Nella vicina Acaya la prima edizione di Vive le cinéma. Laboratori per un nuovo tipo di turismo culturale

Salento, l’estate dei Festival. Visioni e narrazioni di un territorio connesso con il fuori

Lo spettacolo della luce zenitale di taglio sulla tavola rosso-azzurra di mare e terra è una ragione sufficiente per raggiungere l’estremo lembo del Sud pugliese. È la ragione per cui molti, anche quest’estate, arriveranno da ogni parte d’Europa, richiamati dal “mito” o dalla nostalgia di casa, e altrettanti salentini torneranno ad attraversare le due coste o l’arcipelago dei centri minimi. Ma c’è un Salento ulteriore, in cui perdersi tra immagini di bellezza significa anche avere la possibilità di esplorare una “visione”, il racconto del territorio e delle sue connessioni con il “fuori”.

Quel Salento sarà di casa nei Festival del cinema che, nel mese di luglio, animeranno due meravigliosi borghi dell’entroterra: Specchia, con la XIII edizione del Festival del cinema del reale, e Acaya, che quest’anno inaugura “Vive le cinéma”, il primo festival di cinema francese nel Salento. Appuntamenti che costituiscono anche, perché no, un laboratorio per un nuovo tipo di turismo culturale con una “dieci giorni” in due tempi dedicata al cinema. Continua

University of Terra Rossa

(Questi articoli sono stati pubblicati con un altro titolo su Nuovo Quotidiano di Puglia, marzo-maggio 2016)

12 marzo 2016. A Lecce un ex asilo occupato per riunire il variegato mondo degli attivisti di sinistra intorno alla pratica concreta del “fare”. Una ludoteca, uno sportello di consulenza legale, l’Università popolare Asylum. L’esperienza del Terra Rossa, dall’occupazione allo sgombero.

University of Terra Rossa

Creare un presidio di democrazia partecipativa, uno spazio sociale che offra servizi pubblici e, allo stesso tempo, tenga alta l’asticella della riflessione critica. Da ieri la città di Lecce ha un nuovo Centro sociale autogestito. Lo spazio, l’ex asilo comunale “Angeli di Beslan” in via Casavola, nei pressi della via per Monteroni, è stato occupato nella notte tra venerdì e sabato da un gruppo di attivisti che si riconoscono nella Rete territoriale dei conflitti, e porta impresse le prospettive elaborate all’interno un vero e proprio manifesto politico. “Terra rossa” è il nome che è stato dato allo spazio, in riferimento alla trasformazione sociale e alla difesa del territorio.

L’obiettivo è quello di costruire un luogo fisico e ideale che metta insieme il variegato mondo degli attivisti di sinistra, a partire dalla pratica concreta del “fare”. In altre parole, attivare quei servizi essenziali che dovrebbero essere pubblici, ma che si restringono giorno per giorno, e contribuire così a promuovere una nuova coscienza politica nelle persone, non in un’ottica di assistenzialismo, dunque, quanto di “mutualismo”. Niente a che vedere con uno spazio chiuso, “off limits”. Tutt’altro: a poche ore dall’occupazione, il gruppo ha già una pagina wordpress e una casella email, e ieri pomeriggio ha invitato la stampa, insieme alla cittadinanza, all’assemblea pubblica di presentazione del progetto. Continua

La poetica dell’incertezza che parla dell’Europa

(Questo articolo è stato pubblicato con un altro titolo su Nuovo Quotidiano di Puglia, aprile 2016)

Krzysztof Zanussi è rappresentante eccellente del “cinema del dissenso”. Il regista polacco è stato premiato con l’Ulivo d’oro alla carriera al Festival del cinema europeo di Lecce

La poetica dell’incertezza che parla dell’Europa

«Le certezze sono sempre pericolose, sono il segno di una mente stagnante: l’uomo vivo mette in discussione sempre tutte le sue certezze». La seconda giornata del Festival del cinema europeo ha reso omaggio a Krzysztof Zanussi, il regista polacco rappresentante eccellente del “cinema del dissenso”, che ha fatto del dubbio la sua cifra stilistica e il centro nevralgico del suo discorso. Continua

Cercando Medea

(Questo testo è stato pubblicato sul sito internet dell’Accademia mediterranea dell’attore, accademiama.it, aprile 2016)

Diario della residenza artistica internazionale con il Teatro nazionale macedone di Skopje, Novoli-Lecce, 17-23 marzo 2016. Sulle tracce dell’eroina disperata, un seminario sulla complessità dell’umano

Cercando Medea

Ha perduto le perle dai capelli. Sul viso, solchi profondi segnano il percorso compiuto dal dolore. Ma venature di cretto hanno cicatrizzato le lacrime: ormai gli occhi sono asciutti, e fermi, davanti al proprio tempo futuro. Medea è più che mai dentro, eppure è già altrove dalla propria disperazione. Sono già trascorsi dieci anni nei suoi occhi, una vita intera, più vite, il destino di più generazioni che mai saranno. È solo un attimo, prendere il pugnale. La determinazione della morte è un’energia fulminea e senza peso. Eppure è un tempo gonfio, il suo, immenso, quanto la vita che porta con sé,indietro e in avanti, quanto l’amore dato fino allo sperpero, e che in qualche modo, miserevole, disperato, continua a darsi. Pretendere che sia reso indietro l’amore non è forse anch’esso, ancora, segno d’amore?

Medea non è solo donna dalle energie assolute, è donna dalle energie complesse.

Porci sulle sue tracce è stato un seminario sulla nostra propria complessità di esseri umani. Continua

«La politica torni umana»

(Questo articolo è stato pubblicato con un altro titolo su Nuovo Quotidiano di Puglia, aprile 2016)

Elio Germano. Al Festival del cinema europeo di Lecce l’Ulivo d’oro alla carriera all’attore trentacinquenne, simbolo delle ansie disperanti e dei sogni di giostra di una generazione.

«La politica torni umana»

«Per uscire da questa crisi bisognerebbe re-impostare i valori, in modo “umano”». Con Elio Germano, al Festival del cinema europeo approdano le questioni aperte e i conti che non tornano di un’intera generazione. Dal palco del Cinema Massimo di Lecce, ieri sera l’attore ha ricevuto l’Ulivo d’oro alla carriera, nel corso dell’incontro pubblico con il direttore del festival Alberto La Monica e la presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici Laura Delli Colli. Un riconoscimento che, arrivato a soli 35 anni, è anche il riscatto di quella generazione a cui Germano ha sempre prestato il volto. Continua

Università del Salento, pagina bianca

(Questi articoli sono stati pubblicati con altri titoli su Nuovo Quotidiano di Puglia, marzo 2016)

Marzo 2016. L’iniziativa simbolica che chiama a raccolta comunità accademica semplici cittadini, per ripulire i muri di palazzo Codacci Pisanelli, storica sede delle facoltà umanistiche leccesi.

Università del Salento, pagina bianca

Palazzo Codacci Pisanelli non deve più essere “terra di nessuno”. È questo il messaggio che arriva, tra le righe, dai vertici dell’Ateneo salentino, con l’iniziativa che questa mattina chiama a raccolta il mondo accademico e la cittadinanza tra le mura della storica sede dell’Università. Oltre cento persone tra docenti, ricercatori, personale tecnico, studenti e comuni cittadini hanno risposto all’invito ad “armarsi” di rulli e pennelli per trasformare la manutenzione ordinaria del palazzo in un momento di recupero simbolico del valore degli spazi in cui si studia e si fa cultura. Continua

Quando il cinema esplode

(Questo articolo è stato pubblicato con un altro titolo su Nuovo Quotidiano di Puglia, marzo 2016)

Enrico Magrelli. L’ideatore di Hollywood Party di Rai Radio 3 sulla critica cinematografica 2.0, tra social e nuovi linguaggi

Quando il cinema esplode

Dura la vita del critico, al tempo in cui il cinema evade dallo schermo, corre velocemente lungo i propri cambiamenti, è ormai “esploso” in una marea magmatica di immagini. Lo stato di salute della critica cinematografica è precario, e «non è solo colpa dei critici che non hanno fatto il vaccino»: la metamorfosi è costante e bisogna stare in allerta. Per Enrico Magrelli la sfida quotidiana con il cinema del presente si consuma davanti ai microfoni di Hollywood party, la trasmissione di Radio 3 dedicata all’audiovisivo. Giornalista e critico cinematografico di lungo corso, vicedirettore del Bif&st di Bari, Magrelli si affida a una formula ampiamente sperimentata, dalle monografie sui “grandi” – come Robert Altman e Roman Polanski – fino all’ultima intervista a un autore esordiente: avvicinare il pubblico, spargere suggestioni, evitare come la peste di sostituirsi al regista. Questa mattina, a Lecce, parlerà di “Critica trans-mediale: radio, televisione, social media”, ospite del convegno “La critica dell’audiovisivo – Stato dell’arte, stato di allerta”, presso il Rettorato dell’Università del Salento. Continua

Contro il codice binario

(Questo articolo è stato pubblicato, in forma ridotta e con un altro titolo, su Nuovo Quotidiano di Puglia, febbraio 2016)

Silvia Calderoni. In MDLSX, l’ultimo lavoro dei Motus, è “testimone” di un’identità che non si rassegna ai confini di genere, nazionali o anagrafici

Contro il codice binario

«L’identità è una variabile infinita, un algoritmo impronunciabile». Può, un corpo nudo, parlare di confini geografici? Possono una barba e un urlo di donna divenire il manifesto di un’identità politica contemporanea, europea, “post-nazionalista”? Per MDLSX, la performance firmata Motus che approda domenica alle 18.30 ai Cantieri Koreja di Lecce, lo scavo nei generi sessuali offre il fianco a un’indagine aperta. Portavoce o “totem” – come è stata definita – del progetto, Silvia Calderoni, l’attrice premio Ubu che quest’anno segna i dieci anni di collaborazione con la compagnia romagnola, tra le più fertili, e inquiete, della scena teatrale contemporanea. Inquieta anche la ricerca di Calderoni. In lei, corpo fisico e corpo attoriale si fondono perfettamente lungo i tratti aguzzi che delimitano un incarnato di marmo e muscoli tempre tesi e pronti a scattare. Un corpo che, in sé, dichiara guerra all’immagine mainstream della donna; ma a fare la differenza è soprattutto la sua capacità di “innescarsi”, di mettersi in scena senza risparmio, contorcendosi di dolore o ballando al ritmo accelerato dei beat, nel dj set che chiude lo spettacolo. Continua

«Noi, trentenni, donne, con il sogno della ricerca nel Salento»

(Questo articolo è stato pubblicato con un altro titolo su Nuovo Quotidiano di Puglia, febbraio 2016)

Clover Therapeutics è una startup fondata da tre giovani ricercatrici che hanno messo a punto un sistema innovativo per la cura del tumore alla vescica. Già finalista del concorso BioUpper, ha ottenuto 95mla euro dalla Camera di Commercio di Bari

«Noi, trentenni, donne, con il sogno della ricerca nel Salento»

Per molti è un tramonto hawaiano e una tavola da surf, tanti altri lo tratteggiano su una mappa che abbraccia più continenti, per qualcuno, invece, il paradiso in terra ha luci al neon, provette, microscopi, nel recinto di pochi metri quadri. Per Vita Guarino, Ada Potenza e Valeria Rizzello, le chiavi del paradiso sono quelle del laboratorio in cui, tra una manciata di giorni, inizieranno a lavorare operativamente al brevetto di un sistema che potrebbe cambiare la vita dei malati di tumore alla vescica.

Se hai trent’anni e hai passato tutta la vita tra libri ed esperimenti, fare della ricerca il tuo lavoro è meglio di un sogno tropicale. Se vivi in Italia, poi, al Sud, saltare a piè pari le difficoltà della ricerca accademica e trasformare il bagaglio di conoscenze scientifiche in impresa, è una soddisfazione che ti si legge in faccia. Continua